martedì 30 aprile 2013

I piedi

Ci sono parecchie differenze tra il corridore amatore e il corridore convinto.
Uno corre per perdere peso e l'altro perde peso per correre piu' veloce e a lungo, uno tira fuori dall'armadio le vecchie magliette e tute l'altro spende piu' soldi in magliette tecniche e calzini da corsa che in abiti da tutti i giorni.

Il corridore amatore, quello della Domenica o del periodo pre-estivo, e' sempre in cerca di scuse per correre e basta. Niente stretching, nessun esercizio per l'addome. Mezz'oretta di corsa e basta ... senza prendere in considerazione allunghi, ripetute, lunghi, lunghissimi, medi, lenti e veloci etc etc.
Basta che sente una persona dire  "lo stretching non serve a niente" per diventare un convinto oppositore dello stretching e quindi corre e basta perche' tanto lo "streching a freddo fa' piu' male che bene" e quello a caldo "non e' provato che serva".

Questo comportamento e' piu' che comprensibile, in fondo si dice che la corsa e' uno sport popolare proprio per la sua facilita' e mancanza di attrezzatura specifica. Basta un paio di scarpe ed un parco ouna strada. E in effetti di studi che provano che lo stretching "non e' provato che serva" ce ne sono tanti come quelli che invece ne provano i vantaggi.

Quando invece il corridore comincia ad interessarsi agli esercizi complementari, atti a migliorare la sua corsa, gli si apre un mondo e correre senza fare stretching tutto di un tratto diventa inconcepibile. Ma la cosa non si ferma allo stretching, il corridore cerca qualsiasi cosa possa regalargli miglioramenti sotto forma di secondi di velocita', forma fisica o miglioramento muscolare specifico alla corsa. Tutte quelle scuse per evitare di fare stretching diventano scuse per aggiungere esercizi complementari alla corsa che magari puo' fare durante pausa pranzo o sotto la scrivania a lavoro. E quindi si comincia con le flessioni, esercizi con la palla, addominali, plunk, esercizi con la corda elastica, con il rullo, i pesi in palestra. La corsetta la parco diventa corsa in salita e ripetute in pista. E poi la dieta, il carbo loading preceduto da giorni di sole proteine, l'allenatore, il motivatore. Le scarpe diventano minimali, i calzini diventano calze tecniche con compressivi aggiunti, i calzoncini diventano ciclisti con inserti per i gel etc etc. Diventa un lavoro che parte dai piedi ed arriva alla mente.

Gia' i piedi, anche quelli vanno rinforzati apparentemente.


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